• Soggiorno per 2 persone

  • 3 giorni, 2 notti

239,90

Validità 12 mesi dall'acquisto

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Aosta, Castelli ed enogastronomia Valdostana - VALLE D'AOSTA

Alla scoperta della Regione più piccola d’Italia tra Castelli d’altri tempi e Specialità gastronomiche.

Il cofanetto comprende:

  • 2 notti in pernottamento e prima colazione in camera doppia
  • 1 Pranzo soft in ristorante
  • 1 Degustazione in caseificio

Il programma

1° Giorno: PARTENZA – IL FORTE DI BARD

Giunti in questa piccola regione all’estremità Nord Occidentale dell’Italia vi proponiamo di iniziare la scoperta di questo territorio da uno dei suoi pezzi grossi:

  • Il Forte di Bard: eretto in posizione strategica in cima a uno sperone roccioso che domina una gola attraversata dal fiume. La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli, tra i 400 e i 467 metri: dal più basso, l’Opera Ferdinando, a quello mediano, l’Opera Vittorio, e al più alto, l’Opera Carlo Alberto per un totale di 283 locali. Ricostruito da Carlo Felice nel 1838 dopo essere stato distrutto da Napoleone, ospita oggi il più importante Museo della Montagna delle Alpi (ingresso a pagamento).

Pranzo soft in ristorante

Sistemazione in hotel e pernottamento.

2° Giorno: AOSTA E I CASTELLI DI FENIS E SARRE

Colazione in hotel. Ecco cosa vi consigliamo di visitare oggi:

  • Aosta: edificata nel 25 a.C. all’incrocio delle vie del Grande e Piccolo San Bernardo, possiede un meraviglioso centro storico insieme alla Porta Pretoria, il teatro e l’anfiteatro romano. Mantiene ancora la pianta tipica dell’originario accampamento militare romano circondato da un’imponente cerchia di mura. Al loro interno sorgevano i quartieri residenziali, il teatro, le terme, il foro e l’anfiteatro, mentre a sud si stendevano i quartieri popolari divisi secondo un modello classico a scacchiera. Ad oggi sono tre i nodi focali principali della città: piazza Chanoux, il cuore della città, la Cattedrale, in prossimità dell’ex foro romano, e la colleggiata di S.Orso che comprende il chiostro romanico, un complesso medioevale fatto costruire dal priore Giorgio di Challant (tra l’altro committente del castello di Issogne).
  • Castello di Fenis: sintesi di diverse campagne costruttive succedutesi dal XII al XV sec. Anche in questo caso il castello ha vissuto un periodo di abbandono ma poi, dopo numerosi restauri, è stato donato allo Stato. Di particolare interesse sono la stanza chiamata “tribunale”, poichè vi è il simbolo della giustizia, e la cappella completamente affrescata. Pezzo forte del castello sono indubbiamente le balconate con relativo scalone, che si affacciano sul cortile d’ingresso.
  • Castello di Sarre: situato su di un poggio nella conca di Aosta, domina l’ingresso all’alta valle. Il suo nucleo primitivo risale probabilmente al XII sec; fu acquistato nel 1869 da Vittorio Emanuele II di Savoia per farne un confortevole rifugio in Valle d’Aosta e rimase di loro proprietà fino al 1972.

Rientro in hotel e pernottamento.

3° Giorno: CASTELLI DI ISSOGNE E VERRES E RIENTRO

Colazione in hotel. Ultimo sguardo ad altri due Castelli prima di rientrare a casa:

  • Castello di Verres: costruito su un picco roccioso a strapiombo, che domina il sottostante omonimo borgo. Straordinario esempio di castello monoblocco, fu costruito nell’ultimo decennio del XIV secolo da Ibleto di Challant, esponente di una delle principali famiglie nobili valdostane. La maestosa essenzialità della fortezza, dalla mole poderosa di circa trenta metri di lato, sottolinea il carattere prettamente militare della costruzione. Nel contempo l’imponenza dello scalone nel cortile interno, impostato su archi rampanti policentrici, e la decorazione delle finestre, delle porte e delle mensole dei camini monumentali, denunciano l’eccellenza delle maestranze chiamate ad operare nel castello.
  • Castello di Issogne: che divenne nel XII secolo proprietà della famiglia Challant, che rese la struttura un’elegante dimora signorile. Alla morte dell’ultimo esponente di casa Challant, il castello aveva oramai raggiunto una stato di semiabbandono. Esso fu poi acquistato da un pittore torinese che ne curò il restauro attenendosi all’aspetto originale. Nel 1907 venne donato allo Stato.

Degustazione in Azienda Casearia.